OQ Omnia Qualità s.r.l.

organismo di certificazione ambientale, agricola ed agroalimentare

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Sistemi di qualità certificati

Un approccio corretto ad un argomento  importante come quello che investe i sistemi di qualità, presuppone  necessariamente una definizione esauriente  di   qualità. Infatti, se è vero che il termine qualità è di estrema attualità, è altrettanto vero  che in merito esiste qualche confusione e  forse anche qualche uso improprio.  Al riguardo si ritiene opportuno  far ricorso alla  definizione individuata  dalla norma UNI EN ISO 8402   che, a detta di molti, è efficace e di estrema attualità.

Tale norma specifica che per qualità si  intende: l’insieme delle caratteristiche di un prodotto o di un  servizio che conferiscono ad esso la capacità  di soddisfare esigenze espresse o implicite”.

Passando ora alla definizione di sistema di qualità è possibile dire che esso rappresenta la  struttura organizzativa nella quale si individuano  le responsabilità, i procedimenti messi in atto, le norme di riferimento al fine di verificare la conformità di un prodotto o servizio da parte di un organismo di controllo accreditato per tale controllo  terzo ed indipendente.

In parole povere la qualità potrà  essere un elemento oggettivo solamente se gestito mediante un sistema capace di garantire  la conformità del prodotto a requisiti definiti quantificabili e riscontrabili. In genere questi requisiti vengono individuati in un disciplinare e la verifica di conformità del prodotto o servizio viene  assicurata da organismi terzi abilitati a svolgere tale compito  (es.  accreditamento da parte di un organismo preposto). In questo scenario di ordine generale si sviluppano i sistemi di certificazione della qualità configurabili in due grandi gruppi:

 sistemi di qualità regolamentati;

Con questo termine si indicano i sistemi per i quali esiste una norma di riferimento cogente. (regolamenti comunitari, leggi nazionali, regionali DM)- La classificazione che segue è stata prevista dal Reg (CE) 1698/05 ed, in pratica, è finalizzato ad  individuare sistemi di qualità capaci di garantire quei requisiti che rappresentano il valore aggiunto del prodotto o servizio. Tale garanzia rappresenta una certezza per il consumatore ed al tempo stesso uno strumento per  aumentare la competitività delle produzioni agroalimentari, che come tali si pongono tra le misure dell'asse 1 dei PSR,  alle quali assicurare sostegno finanziario.  Il regolamento 1698/05 individua come sistemi di qualità: 

(a)               Regolamento (CEE) del Consiglio n. 2092/91 Agricoltura biologica.

(b)               Regolamento (CEE) del Consiglio n. 2081/92 modificato dal Reg (CE) 510/06  DOP ed IGP.

(c)               Regolamento (CEE) del Consiglio n. 2082/92 modificato dal Reg (CE) 509/06 STG

(d)        Titolo VI del Regolamento (CEE) del Consiglio n. 1493/1999 del 17 maggio 1999 in materia di organizzazione         

             comune del mercato del vino.

(e)        Eventuali sistemi di qualità nazionali conformi ai requisiti fissati dall'art. 22 del Reg (CE) 1975/06.

 

I sistemi di qualità volontari.

Con questo termine si indicano i sistemi per i quali esiste una norma di riferimento definita nell'ambito dei circuiti di certificazione volontaria. Tra i più significativi sistemi di certificazione volontaria in agricoltura vanno annoverati:

EUREPGAP: Il protocollo EUREPGAP definisce le “buone pratiche agricole” (Good Agricultural Practice – Gap), relative agli elementi essenziali per lo sviluppo delle migliori tecniche per la produzione di prodotti ortofrutticoli. Il protocollo è stato definito dall’EUREP (Euro-Retailer Produce Working Group) organismo che riunisce alcune tre le più importanti catene commerciali europee al fine di rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza alimentare e di rispetto dell’ambiente

BRC: Lo standard BRC (Technical Standard and Protocol for Companies Supplying Retailer Branded Food Products) è un modello riconosciuto in Inghilterra e in rapida diffusione nel resto d’Europa. Nasce per garantire che i prodotti a marchio siano ottenuti secondo standard qualitativi ben definiti.

 

Norma UNI 11233". La norma definisce le tecniche e modalità produttive della "produzione integrata" La norma, attualmente al  vaglio per ottenere il riconoscimento europeo EN, intende diventare un autorevole riferimento normativo in un ambito dove si riscontrano innumerevoli discipline  gestite dai diversi soggetti del mondo commerciale GDO, e delle associazioni di produttori agricoli O.P.